Nicholas Jerry Jonas è un cantante, musicista e attore statunitense. Insieme ai fratelli Joe e Kevin fa parte della band Jonas Brothers. Il gruppo inizialmente non esisteva e l’unico ad esibirsi come solista era Nick, ma quando i suoi fratelli hanno iniziato a cantare con lui, il produttore ha gradito il sound ed ha messo sotto contratto tutti tre.
Nick è nato a Dallas il 16 settembre 1992, Texas da Denise e Paul Kevin Jonas Sr, ma è cresciuto a Wyckoff, in New Jersey. Il 16 novembre 2005, all’età di tredici anni, gli è stato diagnosticato il diabete di tipo 1. Denise, la madre, l’aveva mandato dal pediatra, il quale l’ha inviato direttamente al pronto soccorso. Quando ha scoperto di essere malato, Nick si è comunque convinto che il diabete non l’avrebbe fermato. Nick ed i fratelli sono apparsi come guest star in un episodio della serie televisiva Hannah Montana, ha recitato nel Disney Channel Original Movie "Camp Rock" e nel 2009 sarà protagonista, con tutti i suoi fratelli in J.O.N.A.S in cui interpreta sé stesso. Nick con i fratelli ha fondato "Change for the Children" che aiuta i bambini malati ad accettare le loro malattie e permette di fare donazioni per la ricerca di cure adeguate. Insomma, un ragazzo favoloso e molto maturo per la sua età!
JONAS Role: Nick Lucas Release: May 2009 Filming: Sept. 2008
3-D Movie Role: Himself Release: Early 2009 Filming: Completed
Camp Rock 2 Role: Nate Release: Unknown Filming: Unknown
Walter the Farting Dog Role: Unknown
Release: Unknown
Filming: Spring '09
"Abbiamo avviato la fondazione “The change for the children” per sostenere quelle iniziative che stimolano e inducono i ragazzi ad affrontare le avversità con fiducia in se stessi, determinazione e volontà di riuscita. E noi pensiamo che le persone migliori in grado di aiutare i ragazzi, sono i ragazzi stessi: i ragazzi aiutano altri ragazzi che sono un po’ meno fortunati. Bene, ci sono 1.788.643.438 di persone nel mondo con un’età compresa tra i 5 e i 19 anni circa. Ma non importa qual è l’esatto numero, che è incredibile. Considerandolo, noi abbiamo il potere di cambiare il mondo. Ed è quello che noi faremo. Proprio qui. Ed è per tutti voi.
“TU decidi, TU doni” è la prima iniziativa della fondazione “The change for the children”, noi abbiamo scelto cinque meravigliose istituzioni benefiche e noi lasciamo a voi decidere quale sostenere. TU decini, TU doni, TU! Con i tuoi soldi guadagnati, con la consegna dei giornali, la tua mancetta, riciclando lattine o forse un prestito da mamma e papà ( ricordati di restituirlo! questo riguarda te, anche così tu contribuisci a cambiare il mondo!)
Così, guardati intorno nel sito, informati riguardo queste grandi istituzioni benefiche e… change for the children.
Tu decidi, Tu doni!!!
Grazie"
D-VISION;
“D-vision è una grossa parte della nostra fondazione “Change for the children”, e il suo traguardo è sostenere le persone col diabete e aiutare la raccolta di denaro per la ricerca , aumentare l’informazione, e trovare una cura. Nel novembre del 2005 scoprii di avere il diabete di tipo 1. Un mese o due prima che mi fu diagnosticato, io cominciai ad avvertire i soliti sintomi: perdita di peso, atteggiamento scontroso, ero sempre assetato e andavo in bagno spesso. Ho perso qualcosa come 15 libbre (circa 8 chili), nel giro di 2/3 settimane, e questo era proprio insano. Avevo un terribile atteggiamento, il che era assolutamente strano per me, perchè io sono effettivamente una persona simpatica. Soprattutto, in viaggio con altre persone per tutto il tempo, tu devi conservare quella energia positiva che hai a disposizione, ed è stata dura.
Ho preso un periodo di pausa dal nostro tour per vedere un medico, che mi ha immediatamente mandato all’ospedale quando ha sentito i miei sintomi. Il mio zucchero nel sangue era sopra i 700.
Per qualcuno che non ha mai una brutta anamnesi (esami con valori normali), avere improvvisamente uno shock diabetico, può essere una cosa opprimente per sé stessi, e allora io ho conosciuto e imparato tutto di esso in così breve tempo. Sembrava tutto pazzesco. Inoltre io mi domandavo se avrei continuato a fare musica, ma avevo il sostegno dei miei amici e della band che era con me. Mio padre è tornato a casa con i miei tre fratelli, mia madre è rimasta all’ospedale con me ogni notte.
Nel marzo 2007, quasi un anno e mezzo dopo la diagnosi, ho pubblicamente annunciato che avevo il diabete al “Carneval for a cure”. Io sapevo che uscire allo scoperto in quella occasione sarebbe stato il momento giusto. Suppongo di aver voluto quasi rendere “confortevole” il rapporto con il mio diabete, prima di rivelarlo al mondo. Ho trovato sorprendente quante persone conoscono qualcuno con il diabete, o hanno il diabete loro stesse. Ho letto di storie riguardo alcuni ragazzi che hanno realmente paura di parlare con i loro amici e di come la mia situazione dia loro il coraggio di farlo. Il fatto che io sia capace di avere un po’ di attenzione pubblica e condividere la mia storia, mi fa sentire fortunato. Io porto con me una scorta di plettri nella mia tasca, e ogni volta che incontro un altro “compagno diabetico”, come li chiamo io, gli dono un plettro, e penso sia una cosa carina.
Apprezzo di avere un palco e di essere capace di condividere la mia storia. Sono portato a condividerla con i giovani della mia età ed essere un bagliore di ottimismo in una situazione che non è poi così tanto positiva. Ho sentito storie di ragazzi che erano entrati in depressione perché, dopo aver saputo la diagnosi, sono rimasti sconvolti a proposito di quello che sarebbe a loro successo. Questo ha toccato il mio cuore e ho voluto esser in grado di fare qualcosa per questo. Spero di poter essere quella luce di positività. So che il diabete ha una parte rilevante nella mia vita e non posso dimenticarlo, ovviamente. Io devo continuare ad affrontarlo e devo saperlo trattare, imparando molte cose di esso. Con buone speranze un giorno si giungerà ad una cura e spero di essere uno dei primi a saperlo.
A chiunque di voi sia stato diagnosticato il diabete, non lasciate che vi abbatta del tutto. Ho fatto una promessa a me stesso, sulla strada per l’ospedale, e cioè che non avrei promesso a questa cosa di abbattermi e che avrei continuato a proseguire, ed è quello che ho fatto. Mantieni un atteggiamento positivo e vai avanti. Non farti scoraggiare!
Così questa è la mia storia e tutto quello che è D_Vision. Ho la possibilità di aiutare gli altri nella mia situazione. Grazie per il tempo dedicato e per ogni sostegno che potrai dare.
Grazie"
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